La Legge 4/2013 per la tutela dei consumatori

Un aspetto rilevante da rimarcare è che la legge sulle professioni non regolamentate è volto in particolar modo alla tutela dei consumatori. Ogni professionista, in tal senso, ha l’obbligo  di dichiarare per iscritto ai propri clienti a che livello della Legge 4/2013 agisce, se opera nell'ambito di una professione non organizzata in Ordini o Collegi. Gli utenti hanno facoltà di denunciare presso lo Sportello del Consumatore (che ogni associazione deve istitutire) se il professionista si sia sottratto a tale obbligo d'informazione, nel qual caso l’attività svolta può essere considerata scorretta, o se l'operato abbia arrecato un danno.
Naturalmente, l'affido di incarichi da parte dell'utenza a professionisti che non risultino iscritti ad associazioni di categoria o non certificati, data la volontarietà sia dell'iscrizione che della certificazione, espone i consumatori all'impossibilità di denuncia di eventuali difformità allo Sportrello del Consumantore rispetto agli obbighl. La qual cosa riaccende ancora una volta la questione sulle finte volontarietà di cui parla la Legge 4/2013, atteso che i professionisti non allienati, con il tempo, incontreranno sempre maggiore difficoltà a ritagliarsi fette di mercato. 

Lo schema che segue presenta i tre livelli di comunicazione che i nuovi professionisti sono tenuti a dare all'utenza per l'accertamento del possesso delle competenze necessarie.



Nel caso di professionisti iscritti in associazioni professionali, ogni cittadino consumatore potrà rivolgersi allo Sportello di riferimento (oltre che per denunciare abusi e violazioni) per avere informazioni se gli aderenti siano aggiornati con il programma di formazione continua o ulteriori chiarimenti in merito al tipo di attività professionale svolta e agli standard qualitativi richiesti.

I Codici di condotta: caratteristiche e funzione
AI sensi dell'art. 27-bis del Codice del consumo, i Codici di condotta raccolgono accordi o regolamentazioni liberi e non provenienti dal legislatore, il cui contenuto serve a disciplinare il comportamento dei professionisti in relazione a determinate pratiche commerciali o specifici settori imprenditoriali. Per la Legge 4/2013, i codici di condotta devono rispettare precise caratteristiche:

  1. devono indicare i soggetti e/o gli organismi responsabili del controllo circa la loro applicazione;
  2. devono essere redatti in lingua italiana e inglese;
  3. devono essere accessibili all’utenza anche per via telematica, nonché aggiornati continuamente a cura di un soggetto responsabile preventivamente individuato;
  4. devono preoccuparsi di garantire la protezione dei minori e di salvaguardare la dignità umana.

Per quanto attiene, viceversa, al rapporto tra committenti e professionisti, la Legge 4/2013 (mutuando i contenuti dell'articolo 27-ter del Codice del Consumo) attribuisce tutte le funzioni di gestione del contenzioso a quegli stessi soggetti incaricati di controllare e attuare l’applicazione dei codici di condotta. Prima di rivolgersi all’Antirtust, ogni consumatore potrà, in questo modo, cercare di ottenere la tutela dei diritti e degli interessi che ritenga lesi dal comportamento difforme rispetto ai parametri deonotologoici di un professionista, rivolgendosi direttamente agli organi disciplinari interni all'associazione a cui egli sia iscritto, affinché intervengano per far cessare le condotte ritenute scorrette, ovvero ne sanzionino i comportamenti scorretti. Naturalmente, sono fatti salvi i diritti dei consumantori di adire, contemporaneamente o in alternativa all'esposto allo Sportello del Consumatore dell'associazione, anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ovvero, direttamente, la giustizia ordinaria.

Scarica la legge

 

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