Il quadro europeo della qualificazione delle competenze in base a norme UNI per le nuove professioni

La Legge 4/2013 sulle professioni non regolamentate si pone contemporaneamente tre obiettivi:

  1. Far crescere la concorrenza, creando nuova impresa;
  2. decongestionare il mercato del lavoro, creando nuova occupazione;
  3. tutelare i consumatori.

Naturalmente, senza perdere di vista la qualità dei servizi professionali offerti che diventa centrale nel settore. Tutti programmi già inseriti nella Strategia di Lisbona del 2000 e nell’Agenda "Europa 2020", volute dall’Unione Europea, in cui è sottolineata l’importanza della qualità nei servizi professionali per favorire la tutela del consumatore/cliente e una concorrenza libera ma non a discapito della qualità delle prestazioni offerte.
L’Unione Europea, dunque, concede ampia libertà agli Stati nell’adozione di scelte sulla regolamentazione di una professione, ma pone, al tempo stesso, grande attenzione a un sistema generale di qualità che passa attraverso forme di certificazione ormai ampiamente diffuse nel settore dei servizi e delle professioni.
Se, d’altro canto, appare inequivocabile che il cuore della produzione normativa UE riguarda, in particolare con la Direttiva 2005/36 sul riconoscimento delle qualifiche professionali (recepita in Italia con Dlgs 206/2007) e con la Direttiva 2006/123 sui servizi (attuata con Dlgs 26 marzo 2010 n. 59), le professioni regolamentate, Bruxelles non ha dimenticato le altre. Fanno, dunque, il loro ingresso le associazioni relative alle professioni non ordinistiche con le piattaforme comuni che puntano al riconoscimento preventivo delle competenze professionali, indipendentemente dall’appartenenza ad un ordine professionale,  attraverso il sistema della certificazione, quantificabile in termini di EQF, il Quadro Europeo delle Qualificazioni (European Qualification Framework), istituito con Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio dell'Unione Europea del 23 aprile 2008 per uniformare ad un parametro internazionale unico, oggi basato su conoscenze, competenze e abilità, quali risultati di un apprendimento formale, non formale o informale, delle formazioni fin troppo disomogenee da Stato a Stato. Tali piattaforme comuni, però, approvate e accreditate da Bruxelles, non hanno ancora raggiunto i risultati auspicati: facilitare il riconoscimento delle qualifiche grazie all’individuazione da parte di associazioni e di organismi professionali di un insieme di criteri relativi allo svolgimento di un’attività. Ed è proprio su questo punto che si inserisce, in linea con la normativa europea, al passo con i tempi e con particolare attenzione sul fronte della qualità, la legge italiana sulle professioni non regolamentate che aderisce alla richiesta di servizi qualitativamente validi. Sull’importanza di questo requisito si era espresso il Legislatore UE nella direttiva 2006/123 sui servizi. Gli Stati membri, infatti, in base alla direttiva, sono tenuti ad adottare misure di accompagnamento per favorire la qualità dei servizi, in particolare facilitando il riconoscimento della qualità dei prestatori. In questa direzione e nella direzione della Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio dell'Unione Europea del 23 aprile 2008, il testo italiano sulle professioni non regolamentate incentiva l’autoregolamentazione volontaria grazie ai meccanismi di certificazione fondati sul sistema UNI per la loro conversione in termini di EQF con validità europea. Con l’accreditamento da parte dell’organismo unico nazionale voluto dal Regolamento UE n. 765/2008 (in Italia è Accredia), gli organismi di certificazione (in Italia ve ne sono 22 accreditati) saranno tenuti a rilasciare al professionista, anche non iscritto ad alcuna associazione, il certificato di conformità agli standard UNI. Il che in sé darà diritto ad un riconoscimento di un determinato punteggio EQF che attesterà le competenze al di là di ogni titolo di studio che, da un punto di vista legale, perde il suo valore di unità di misura nazionale per la valutazione ed il riconoscimento delle stesse delle stesse (Accordo Stato-Regioni del 20 dicembre 2102, recepito con Decreto 13 del 16 Gennaio 2013). 

Il Sistema EQF (European Qualificazion Framework)
Il sistema EQF (European Qualification Framework) della qualificazione delle competenze può essere definito come una griglia di referenziazione, funzionale a mettere in relazione e confronto le diverse qualificazioni rilasciate nei Paesi membri dell'Unione Europea, posizionate in una struttura ad otto livelli basata su livelli comuni di riferimento, correlati a learning outcomes (risultati dell'apprendimento).
Il sistema EQF (European Qualification Framework) nasce con la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio dell'Unione Europea del 23 aprile 2008, con l'obiettivo di “istituire un quadro di riferimento comune che funga da dispositivo di traduzione tra i diversi sistemi delle qualifiche e i rispettivi livelli, sia per l'istruzione generale e superiore sia per l'istruzione e la formazione professionale”.
Tale Raccomandazione impegna gli Stati membri ad usare il Quadro Europeo delle Qualificazioni (EQF) come strumento di riferimento per confrontare i livelli delle qualificazioni dei diversi sistemi nazionali e “per promuovere sia l'apprendimento permanente sia le pari opportunità nella società basata sulla conoscenza” dal 1° gennaio 2014, data a partire dalla quale tutte le certificazioni delle qualificazioni rilasciate in Italia e ricomprese nell'elenco di cui all'Allegato B) dell’Accordo Conferenza Stato-Regioni e successive integrazioni, riportino un chiaro riferimento al corrispondente livello del Quadro Europeo delle Qualificazioni per l'apprendimento permanente.

Con la firma dell’ Accordo Conferenza Unificata Stato-Regioni del 20 dicembre 2012 viene  adottato il “Primo rapporto italiano di referenziazione delle qualificazioni al Quadro Europeo EQF” nel quale sono “posizionati” i titoli di studio italiani nell'ambito degli otto livelli previsti dall'EQF.

Livello
EQF

Tipologia di qualificazione

1

Diploma di licenza conclusiva del I ciclo di istruzione

 

2

Certificazione delle competenze di base acquisite in esito all'assolvimento dell'obbligo di istruzione

 

 

3

 

Attestato di qualifica di operatore professionale

 

4

Diploma professionale di tecnico

Diploma liceale

Diploma di istruzione tecnica

Diploma di istruzione professionale

Certificato di specializzazione tecnica superiore

 

5

 

Diploma di tecnico superiore

 

6

Laurea

Diploma Accademico di I livello

 

7

Laurea Magistrale

Diploma Accademico di II livello

Master universitario di I livello

Diploma Accademico di specializzazione (I)

Diploma di perfezionamento o master (I)

 

8

Dottorato di ricerca

Diploma accademico di formazione alla ricerca

Diploma di specializzazione

Master universitario di II livello

Diploma Accademico di specializzazione (II)

Diploma di perfezionamento o master (II)

L'Accordo del 20 dicembre 2012 è divenuto operativo dopo essere stato recepito con decreto 13 del 16 Gennaio 2013. In base a tale Accordo la Conferenza Stato Regioni ha assunto i seguenti impegni:

  • sono state adottate tutte le misure necessarie affinché dal 1° gennaio 2014 tutte le certificazioni delle qualificazioni rilasciate in Italia riportino un chiaro riferimento al corrispondente livello EQF per l'apprendimento permanente;
  • sarà curata la traduzione in lingua inglese, avente valore legale, delle qualificazioni italiane referenziate al Quadro europeo delle qualificazioni, ai fini della loro maggiore portabilità e spendibilità nel contesto europeo;
  • con successive versioni del Rapporto Nazionale dovranno essere referenziate anche le ulteriori qualificazioni rilasciate da Regioni e Province Autonome e  le abilitazioni professionali relative alle professioni regolamentate.

 

Scarica con un click

Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008 (costituzione sistema EQF)

Accordo Conferenza Stato-Regioni del 20 Dicembre 2012 (primo rapporto eqf)

Attenzione!  Nel testo "Accordo Conferenzza Stato-Regioni" si utilizza il termine “qualificazione” in riferimento ai titoli e alle certificazioni rilasciati “da un'autorità competente a fronte di standard e regole pubbliche e riconosciute”. Ciò vale, attualmente, per le Norme Tecniche UNI e le Certificazioni di conformità rilasciate da organismi di terza parte accreditati ad Accredia.

 

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